consorzio di tavolara vista su porto tutistico

Ospitale fin dalla preistoria, quando nel Neolitico si insediarono le prime comunità umane, il territorio di Loiri Porto San Paolo ha fatto della capacità di accoglienza la sua vocazione.

Qui i nuraghi, antichi monumenti risalenti al secondo millennio a.C., ci raccontano di un periodo lungo e fiorente testimoniato da un ricchissimo patrimonio archeologico.

Anche i Cartaginesi, provenienti dall’Africa, si affacciarono su queste regioni finché, nel 238 a.C., furono sconfitti dai romani.

Durante gli anni di dominazione romana l’area in cui oggi sorgono Loiri e Porto San Paolo divenne un importante snodo stradale legato allo scalo marittimo sito proprio dove sorge oggi il paesino costiero.

Secondo una leggenda il nome del borgo parrebbe legato all’apostolo San Paolo che, al suo arrivo sull’isola, sarebbe sbarcato proprio qui prima di rifugiarsi nel suo eremo a Monti dove ancora oggi si trova il santuario a lui intitolato.

Durante il Medioevo tutto il territorio faceva parte del Giudicato di Gallura, ossia il regno che si estendeva sul nord-est dell’isola, e, nello specifico, era compreso nell’antica curadoria di Offilò, una delle ripartizioni amministrative che caratterizzavano la macchina statale di questi importanti regni sardi.

In quest’epoca le alture interne iniziarono a popolarsi di molti pastori che praticavano la transumanza del bestiame verso le coste e viceversa.

Solo più tardi a partire dal Settecento si inizieranno a distinguere i veri e propri stazzi tipici della Gallura, ossia le caratteristiche case-fattoria che ospitavano le famiglie allargate.

Queste piccole comunità autonome si inserivano poi in una rete più ampia di contatti e relazioni all’interno del territorio in cui non mancavano mai occasioni di scambio e reciproco aiuto.

L’interno collinare conserva ancora oggi testimonianza di questa antica cultura: le bianche costruzioni a pianta rettangolare, formate da blocchi di granito, si stagliano sui punti panoramici a ricordare una storia fatta di ritmi lenti che segnavano il duro lavoro sui campi e l’alternarsi delle stagioni.

Dalla seconda metà del Novecento l’arrivo sempre maggiore di visitatori affascinati dalle bellezze dei luoghi ha trasformato il piccolo borgo di Porto San Paolo in un importante centro turistico.

La progressiva crescita della popolazione locale ha condotto, nel 1979, alla nascita del Comune di Loiri Porto San Paolo in cui le due anime del territorio convivono armoniosamente.

Ospitale fin dalla preistoria, quando nel Neolitico si insediarono le prime comunità umane, il territorio di Loiri Porto San Paolo ha fatto della capacità di accoglienza la sua vocazione.

Qui i nuraghi, antichi monumenti risalenti al secondo millennio a.C., ci raccontano di un periodo lungo e fiorente testimoniato da un ricchissimo patrimonio archeologico.

Anche i Cartaginesi, provenienti dall’Africa, si affacciarono su queste regioni finché, nel 238 a.C., furono sconfitti dai romani.

Durante gli anni di dominazione romana l’area in cui oggi sorgono Loiri e Porto San Paolo divenne un importante snodo stradale legato allo scalo marittimo sito proprio dove sorge oggi il paesino costiero.

Secondo una leggenda il nome del borgo parrebbe legato all’apostolo San Paolo che, al suo arrivo sull’isola, sarebbe sbarcato proprio qui prima di rifugiarsi nel suo eremo a Monti dove ancora oggi si trova il santuario a lui intitolato.

Durante il Medioevo tutto il territorio faceva parte del Giudicato di Gallura, ossia il regno che si estendeva sul nord-est dell’isola, e, nello specifico, era compreso nell’antica curadoria di Offilò, una delle ripartizioni amministrative che caratterizzavano la macchina statale di questi importanti regni sardi.

In quest’epoca le alture interne iniziarono a popolarsi di molti pastori che praticavano la transumanza del bestiame verso le coste e viceversa.

Solo più tardi a partire dal Settecento si inizieranno a distinguere i veri e propri stazzi tipici della Gallura, ossia le caratteristiche case-fattoria che ospitavano le famiglie allargate.

Queste piccole comunità autonome si inserivano poi in una rete più ampia di contatti e relazioni all’interno del territorio in cui non mancavano mai occasioni di scambio e reciproco aiuto.

L’interno collinare conserva ancora oggi testimonianza di questa antica cultura: le bianche costruzioni a pianta rettangolare, formate da blocchi di granito, si stagliano sui punti panoramici a ricordare una storia fatta di ritmi lenti che segnavano il duro lavoro sui campi e l’alternarsi delle stagioni.

Dalla seconda metà del Novecento l’arrivo sempre maggiore di visitatori affascinati dalle bellezze dei luoghi ha trasformato il piccolo borgo di Porto San Paolo in un importante centro turistico.

La progressiva crescita della popolazione locale ha condotto, nel 1979, alla nascita del Comune di Loiri Porto San Paolo in cui le due anime del territorio convivono armoniosamente.

Non si può dire di conoscere la Gallura senza aver mai assaggiato le sue pietanze semplici e saporite tipiche della vita negli stazzi, piccole fattorie sparse su tutto il territorio.

Da quest’antica regione storica provengono autentiche delizie per il palato nate da ingredienti genuini della cultura pastorale e contadina: come il formaggio, componente base del succulento Càsgiu furriàtu (una sorta di densa fonduta che diviene anche un dolce con l’aggiunta del miele), o la panna fresca, con cui si realizza la Màzza frìssa (farina, panna fresca, burro, sale).

Regina indiscussa della tavola delle feste è la Suppa cuata (zuppa nascosta) divenuta ormai famosa e conosciuta con il nome di Zuppa gallurese: esperti cuochi armonizzano con abilità pane, brodo e formaggio per creare l’immancabile piatto dei matrimoni.

Tra i primi è doveroso citare i Chjusòni (gnocchi scavati a mano fatti con farina di semola), i Pulilgioni (ravioli di ricotta con una punta di dolce), e i Taddharìni (tagliolini), magari conditi con un saporito sugo a base di carne di cinghiale. Gustosi secondi a base di cacciagione e carni di allevamento locale convincono anche i palati più esigenti soprattutto se accompagnati dal buon vino delle vigne di Montilittu e Azzanì. Un’estasi del gusto che si conclude in dolcezza con l’imbarazzo della scelta tra delicate delizie come gli Acciuleddi (sottili cordoncini di pasta intrecciati fatti con farina, strutto e uovo, fritti e immersi nel miele aromatizzato agli agrumi), le Casjatini (piccoli canestri di pasta ripieni di ricotta, formaggio, zucchero, limone grattugiato cotti al forno) e i Rujòli (palline dolci a base di ricotta).

Non si può dire di conoscere la Gallura senza aver mai assaggiato le sue pietanze semplici e saporite tipiche della vita negli stazzi, piccole fattorie sparse su tutto il territorio.

Da quest’antica regione storica provengono autentiche delizie per il palato nate da ingredienti genuini della cultura pastorale e contadina: come il formaggio, componente base del succulento Càsgiu furriàtu (una sorta di densa fonduta che diviene anche un dolce con l’aggiunta del miele), o la panna fresca, con cui si realizza la Màzza frìssa (farina, panna fresca, burro, sale).

Regina indiscussa della tavola delle feste è la Suppa cuata (zuppa nascosta) divenuta ormai famosa e conosciuta con il nome di Zuppa gallurese: esperti cuochi armonizzano con abilità pane, brodo e formaggio per creare l’immancabile piatto dei matrimoni.

Tra i primi è doveroso citare i Chjusòni (gnocchi scavati a mano fatti con farina di semola), i Pulilgioni (ravioli di ricotta con una punta di dolce), e i Taddharìni (tagliolini), magari conditi con un saporito sugo a base di carne di cinghiale. Gustosi secondi a base di cacciagione e carni di allevamento locale convincono anche i palati più esigenti soprattutto se accompagnati dal buon vino delle vigne di Montilittu e Azzanì. Un’estasi del gusto che si conclude in dolcezza con l’imbarazzo della scelta tra delicate delizie come gli Acciuleddi (sottili cordoncini di pasta intrecciati fatti con farina, strutto e uovo, fritti e immersi nel miele aromatizzato agli agrumi), le Casjatini (piccoli canestri di pasta ripieni di ricotta, formaggio, zucchero, limone grattugiato cotti al forno) e i Rujòli (palline dolci a base di ricotta).

Non si può dire di conoscere la Gallura senza aver mai assaggiato le sue pietanze semplici e saporite tipiche della vita negli stazzi, piccole fattorie sparse su tutto il territorio.

Da quest’antica regione storica provengono autentiche delizie per il palato nate da ingredienti genuini della cultura pastorale e contadina: come il formaggio, componente base del succulento Càsgiu furriàtu (una sorta di densa fonduta che diviene anche un dolce con l’aggiunta del miele), o la panna fresca, con cui si realizza la Màzza frìssa (farina, panna fresca, burro, sale).

Regina indiscussa della tavola delle feste è la Suppa cuata (zuppa nascosta) divenuta ormai famosa e conosciuta con il nome di Zuppa gallurese: esperti cuochi armonizzano con abilità pane, brodo e formaggio per creare l’immancabile piatto dei matrimoni.

Tra i primi è doveroso citare i Chjusòni (gnocchi scavati a mano fatti con farina di semola), i Pulilgioni (ravioli di ricotta con una punta di dolce), e i Taddharìni (tagliolini), magari conditi con un saporito sugo a base di carne di cinghiale. Gustosi secondi a base di cacciagione e carni di allevamento locale convincono anche i palati più esigenti soprattutto se accompagnati dal buon vino delle vigne di Montilittu e Azzanì. Un’estasi del gusto che si conclude in dolcezza con l’imbarazzo della scelta tra delicate delizie come gli Acciuleddi (sottili cordoncini di pasta intrecciati fatti con farina, strutto e uovo, fritti e immersi nel miele aromatizzato agli agrumi), le Casjatini (piccoli canestri di pasta ripieni di ricotta, formaggio, zucchero, limone grattugiato cotti al forno) e i Rujòli (palline dolci a base di ricotta).

Non si può dire di conoscere la Gallura senza aver mai assaggiato le sue pietanze semplici e saporite tipiche della vita negli stazzi, piccole fattorie sparse su tutto il territorio.

Da quest’antica regione storica provengono autentiche delizie per il palato nate da ingredienti genuini della cultura pastorale e contadina: come il formaggio, componente base del succulento Càsgiu furriàtu (una sorta di densa fonduta che diviene anche un dolce con l’aggiunta del miele), o la panna fresca, con cui si realizza la Màzza frìssa (farina, panna fresca, burro, sale).

Regina indiscussa della tavola delle feste è la Suppa cuata (zuppa nascosta) divenuta ormai famosa e conosciuta con il nome di Zuppa gallurese: esperti cuochi armonizzano con abilità pane, brodo e formaggio per creare l’immancabile piatto dei matrimoni.

Tra i primi è doveroso citare i Chjusòni (gnocchi scavati a mano fatti con farina di semola), i Pulilgioni (ravioli di ricotta con una punta di dolce), e i Taddharìni (tagliolini), magari conditi con un saporito sugo a base di carne di cinghiale. Gustosi secondi a base di cacciagione e carni di allevamento locale convincono anche i palati più esigenti soprattutto se accompagnati dal buon vino delle vigne di Montilittu e Azzanì. Un’estasi del gusto che si conclude in dolcezza con l’imbarazzo della scelta tra delicate delizie come gli Acciuleddi (sottili cordoncini di pasta intrecciati fatti con farina, strutto e uovo, fritti e immersi nel miele aromatizzato agli agrumi), le Casjatini (piccoli canestri di pasta ripieni di ricotta, formaggio, zucchero, limone grattugiato cotti al forno) e i Rujòli (palline dolci a base di ricotta).

Dalle sue incantevoli spiagge, incastonate tra le insenature naturali, al dolce paesaggio collinare, il comune di Loiri Porto San Paolo accoglie il visitatore in un armonioso abbraccio. Qui, infatti, tra le essenze della macchia mediterranea, convivono in equilibrio perfetto le due anime del territorio: terra e mare.

Cultura e natura si fondono per creare una dimensione unitaria che abbraccia i due centri principali e le numerose frazioni che li circondano.

Tra verdi pascoli spuntano le caratteristiche costruzioni di campagna: gli stazzi galluresi, custodi di saperi arcaici che attendono solo di essere svelati.

Nascosti dagli alberi secolari e protetti dalle rocce, i resti di antiche civiltà preistoriche raccontano la storia di queste terre popolate dai nuragici che qui innalzarono le maestose torri di pietra.

Lungo i percorsi che dall’interno si snodano verso il mare si incontrano le graziose chiesette campestri e i caratteristici tafoni (cavità della roccia) spesso utilizzati come rifugio; come quello del sentiero intitolato a “Romeo e Giulietta di Paulesa” dove secondo la leggenda si nascosero due amanti che fuggivano dalla faida tra le loro famiglie d’origine.

Loiri e Porto San Paolo distano solo 15 minuti d’auto da Olbia dove si trovano due dei principali scali dell’isola, il Porto Isola Bianca e l’Aeroporto di Olbia Costa Smeralda, e dal vicino approdo di Golfo Aranci anch’esso servito da grandi compagnie marittime. All’interno del territorio comunale sono presenti ben 3 porti turistici: Costa corallina, Porto San Paolo e Cala finanza.

Da Porto San Paolo partono collegamenti giornalieri con l’isola di Tavolara che fa parte dell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo.

Dalle sue incantevoli spiagge, incastonate tra le insenature naturali, al dolce paesaggio collinare, il comune di Loiri Porto San Paolo accoglie il visitatore in un armonioso abbraccio. Qui, infatti, tra le essenze della macchia mediterranea, convivono in equilibrio perfetto le due anime del territorio: terra e mare.

Cultura e natura si fondono per creare una dimensione unitaria che abbraccia i due centri principali e le numerose frazioni che li circondano.

Tra verdi pascoli spuntano le caratteristiche costruzioni di campagna: gli stazzi galluresi, custodi di saperi arcaici che attendono solo di essere svelati.

Nascosti dagli alberi secolari e protetti dalle rocce, i resti di antiche civiltà preistoriche raccontano la storia di queste terre popolate dai nuragici che qui innalzarono le maestose torri di pietra.

Lungo i percorsi che dall’interno si snodano verso il mare si incontrano le graziose chiesette campestri e i caratteristici tafoni (cavità della roccia) spesso utilizzati come rifugio; come quello del sentiero intitolato a “Romeo e Giulietta di Paulesa” dove secondo la leggenda si nascosero due amanti che fuggivano dalla faida tra le loro famiglie d’origine.

Loiri e Porto San Paolo distano solo 15 minuti d’auto da Olbia dove si trovano due dei principali scali dell’isola, il Porto Isola Bianca e l’Aeroporto di Olbia Costa Smeralda, e dal vicino approdo di Golfo Aranci anch’esso servito da grandi compagnie marittime. All’interno del territorio comunale sono presenti ben 3 porti turistici: Costa corallina, Porto San Paolo e Cala finanza.

Da Porto San Paolo partono collegamenti giornalieri con l’isola di Tavolara che fa parte dell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo.

MONUMENTI E MUSEI

Dall’età nuragica ai giorni nostri: 4000 anni di archeologia e storia.

Nuraghe di Lu Monti Lisciu

Su un’altura fortificata a sud di Ovilò la torre domina il territorio collinare circostante.


Nuraghe Sa Prexone de Siana

Al confine fra il comune di Telti e quello di Lori Porto San Paolo è ancora possibile visitare i resti di un nuraghe complesso una volta imponente.


Tomba dei giganti Su Monte de s’Ape

Nel comune di Olbia, ai piedi della collina su cui sorge il castello di Pedres, si trova questa antica tomba collettiva di età nuragica costruita su una più antica sepoltura a galleria.


Nuraghe Casteddu

A Olbia, vicino al colle del castello di Pedres, si staglia il nuraghe di tipo complesso, ossia composto da una torre centrale e ulteriori strutture murarie che la inglobavano.


Complesso di Cabu Abbas

Sulla cima del Monte Colbu, tra Olbia e Golfo Aranci, si trova il nuraghe circondato da un’estesa muraglia. All’interno della torre si trova un pozzo per il culto delle acque.


Pozzo sacro di Sa Testa

Alla periferia di Olbia, non distante dal Porto Industriale, si trova l’antico santuario dedicato al culto delle acque.


Acquedotto romano

Nel territorio comunale di Olbia, in località Sa Rughittula, sono ancora visibili i resti di un acquedotto edificato tra il I e il II secolo dopo Cristo che si estendeva per 7 chilometri.


Chiesa di San Simplicio

Nel centro di Olbia, la basilica, edificata verso la fine dell’XI secolo, rappresenta uno dei più significativi esempi del romanico in Sardegna.


Il Castello di Pedres

Costruito durante l’età giudicale, il castello che domina l’ingresso di Olbia, era uno dei principali avamposti del regno di Gallura.


Batterie di Punta Don Diego

Site nell’omonima località, si tratta di fortificazioni militari costruite a partire dal 1767 e ampliate fra fine ‘800 e le due guerre mondiali.


Museo Archeologico

Il museo, situato nel porto vecchio, espone una straordinaria collezione di navi antiche, è l’unico al mondo in cui siano custoditi alberi e timoni di età romana.


CHIESE CAMPESTRI

Un tempo principali punti di ritrovo e scambio fra gli abitanti degli stazzi galluresi, le chiesette campestri erano il luogo delle numerose feste che scandivano i periodi di lavoro e della vita in campagna.


Santa Giusta
– chiesa di età medievale

festa: l’ultima domenica di aprile

dov’è: in località Santa Giusta, a 10 km da Loiri, raggiungibile dalla SS 131, segnalata al km 131.V


San Michele arcangelo di Azzanì

festa: l’ultima domenica di settembre

dov’è: in località Azzanì, a 6 km da Loiri, lungo la strada per Padru


Nostra Signora della Pace

festa: la seconda domenica di agosto

dov’è: in località La Sarra, a 3 km da Loiri


San Pasquale di Baylon

festa: la terza domenica di maggio

dov’è: in località Montilittu, a 6 km da Loiri


San Pietro apostolo

festa: l’ultima domenica di giugno

dov’è: nella frazione di Enas a 3 km da Loiri


San Domenico Savio

dov’è: nella frazione di Vaccileddi, a 4 km da Porto San Paolo, lungo la SS 125 verso San Teodoro


NATURA

Fra antichi sentieri e monumenti naturali, alla scoperta di scenari inattesi.


Percorso naturalistico Lu Caminu di Li Falchi

Da La Castagna a Porto San Paolo si snoda un sentiero di ben 11 km fra stazzi abbandonati e una natura incontaminata


Percorso naturalistico Romeo e Giulietta di Paulesa

Sul colle di Paulesa, il sentiero è stato il teatro della vicenda romantica di due amanti la cui storia venne osteggiata dalle rispettive famiglie e che, infine, riuscirono a coronare il loro amore


Canyon di La Fossa

Fra Azzanì e Azzanidò potrete scoprire uno spettacolare canyon con cascata che rende ancora più sorprendente il paesaggio gallurese

MONUMENTI E MUSEI

Dall’età nuragica ai giorni nostri: 4000 anni di archeologia e storia.

Nuraghe di Lu Monti Lisciu

Su un’altura fortificata a sud di Ovilò la torre domina il territorio collinare circostante.


Nuraghe Sa Prexone de Siana

Al confine fra il comune di Telti e quello di Lori Porto San Paolo è ancora possibile visitare i resti di un nuraghe complesso una volta imponente.


Tomba dei giganti Su Monte de s’Ape

Nel comune di Olbia, ai piedi della collina su cui sorge il castello di Pedres, si trova questa antica tomba collettiva di età nuragica costruita su una più antica sepoltura a galleria.


Nuraghe Casteddu

A Olbia, vicino al colle del castello di Pedres, si staglia il nuraghe di tipo complesso, ossia composto da una torre centrale e ulteriori strutture murarie che la inglobavano.


Complesso di Cabu Abbas

Sulla cima del Monte Colbu, tra Olbia e Golfo Aranci, si trova il nuraghe circondato da un’estesa muraglia. All’interno della torre si trova un pozzo per il culto delle acque.


Pozzo sacro di Sa Testa

Alla periferia di Olbia, non distante dal Porto Industriale, si trova l’antico santuario dedicato al culto delle acque.


Acquedotto romano

Nel territorio comunale di Olbia, in località Sa Rughittula, sono ancora visibili i resti di un acquedotto edificato tra il I e il II secolo dopo Cristo che si estendeva per 7 chilometri.


Chiesa di San Simplicio

Nel centro di Olbia, la basilica, edificata verso la fine dell’XI secolo, rappresenta uno dei più significativi esempi del romanico in Sardegna.


Il Castello di Pedres

Costruito durante l’età giudicale, il castello che domina l’ingresso di Olbia, era uno dei principali avamposti del regno di Gallura.


Batterie di Punta Don Diego

Site nell’omonima località, si tratta di fortificazioni militari costruite a partire dal 1767 e ampliate fra fine ‘800 e le due guerre mondiali.


Museo Archeologico

Il museo, situato nel porto vecchio, espone una straordinaria collezione di navi antiche, è l’unico al mondo in cui siano custoditi alberi e timoni di età romana.


CHIESE CAMPESTRI

Un tempo principali punti di ritrovo e scambio fra gli abitanti degli stazzi galluresi, le chiesette campestri erano il luogo delle numerose feste che scandivano i periodi di lavoro e della vita in campagna.


Santa Giusta
– chiesa di età medievale

festa: l’ultima domenica di aprile

dov’è: in località Santa Giusta, a 10 km da Loiri, raggiungibile dalla SS 131, segnalata al km 131.V


San Michele arcangelo di Azzanì

festa: l’ultima domenica di settembre

dov’è: in località Azzanì, a 6 km da Loiri, lungo la strada per Padru


Nostra Signora della Pace

festa: la seconda domenica di agosto

dov’è: in località La Sarra, a 3 km da Loiri


San Pasquale di Baylon

festa: la terza domenica di maggio

dov’è: in località Montilittu, a 6 km da Loiri


San Pietro apostolo

festa: l’ultima domenica di giugno

dov’è: nella frazione di Enas a 3 km da Loiri


San Domenico Savio

dov’è: nella frazione di Vaccileddi, a 4 km da Porto San Paolo, lungo la SS 125 verso San Teodoro


NATURA

Fra antichi sentieri e monumenti naturali, alla scoperta di scenari inattesi.


Percorso naturalistico Lu Caminu di Li Falchi

Da La Castagna a Porto San Paolo si snoda un sentiero di ben 11 km fra stazzi abbandonati e una natura incontaminata


Percorso naturalistico Romeo e Giulietta di Paulesa

Sul colle di Paulesa, il sentiero è stato il teatro della vicenda romantica di due amanti la cui storia venne osteggiata dalle rispettive famiglie e che, infine, riuscirono a coronare il loro amore


Canyon di La Fossa

Fra Azzanì e Azzanidò potrete scoprire uno spettacolare canyon con cascata che rende ancora più sorprendente il paesaggio gallurese

SPIAGGE E CALETTE
SPIAGGIE SULLE ISOLE
  • Spiaggia dell’Isola Cavalli guarda
  • Spiaggia dell'Isola Piana guarda
  • Spalmatore di Terra guarda
  • Spiaggia Proratorella guarda
PORTI TURISTICI

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